ANNI SETTANTA
Piano terra, ingresso e salone
L'ingresso della mostra PORTOFRANCO è concepito per mettere subito il visitatore in una dimensione intima e sorprendente. Nel corridoio che collega i due palazzi dell'edificio si trova l'allestimento di Thyself Agency, un'agenzia di scambio di vita fondata dagli artisti Luca De Leva ed Emma Rose Hodne. Il progetto, già realizzato in diverse città italiane ed europee, propone esperienze reali di "scambio del sé", invitando il pubblico a mettersi in gioco e ad adottare nuove prospettive relazionali. Durante alcuni weekend i due artisti saranno presenti per dialogare con i visitatori. Superato il corridoio si entra nel grande salone, caratterizzato dagli sportelli della vecchia banca e da materiali come legno, granito e vetro, elementi che introducono l'atmosfera della mostra.
Sul fondo della sala, oltre gli sportelli, campeggia la grande pittura di Thomas Braida: un paesaggio classico popolato da mucche che bevono cocktail, immagine ironica e al tempo stesso seria, rappresentativa del linguaggio unico dell'artista. All'interno degli sportelli della banca, invece, Marta Ravasi ha collocato delicate immagini fotografiche, come oggetti dimenticati dai precedenti occupanti degli spazi, piccole tracce del passato. Accanto, si trovano arredi d'ufficio abbandonati: casseforti aperte, telefoni, prese, scrivanie. In questo contesto, all'interno di uno degli uffici, emerge la scultura di SC_NC, creata appositamente per PORTOFRANCO: una composizione di chiavi recuperate in luoghi dismessi del territorio, considerate come "depositarie di anime e memorie". Nel percorso compare anche la prima serie di opere di Raoul Schultz, artista anticipatore del suo tempo, qui rappresentato con lavori appartenenti alle serie delle "Toponomastiche", dei "Numeri anagrafici" e dei "Calendari", collocati in vari punti del Palazzo.
A terra, un grande portadocumenti originario dello spazio si trasforma in scultura e dispositivo espositivo per un'opera inedita di Rachele Calisti: una figura di manager disteso, ironica e cinica, che si integra perfettamente con l'ambiente. È inoltre presentato Tenuto immerso, video di Daniele Costa, visibile anche dall'esterno attraverso l'apertura dell'ex bancomat. Il film restituisce forza e vita agli ambienti abbandonati del palazzo e rappresenta la matrice poetica dell'intera mostra.
La visita prosegue lungo la scala centrale, elemento architettonico che unisce i due edifici, rendendoli un unico corpo: Palazzo Soranzo Novello. Questa scala, documentata nella sua forma anche dai disegni di Filippo Antonioli, è il cuore del movimento del pubblico attraverso le diverse atmosfere della mostra.
Salendo la scala, il visitatore incontra un grande dipinto di Adam Gordon, artista americano che indaga l'umanità e gli oggetti attraverso video, fotografia, performance e pittura. L'opera raffigura un corpo ibrido e allungato, sospeso tra tempi e identità, e l'artista è presente in mostra anche con un secondo dipinto più intimo.
Sul fondo della sala, oltre gli sportelli, campeggia la grande pittura di Thomas Braida: un paesaggio classico popolato da mucche che bevono cocktail, immagine ironica e al tempo stesso seria, rappresentativa del linguaggio unico dell'artista. All'interno degli sportelli della banca, invece, Marta Ravasi ha collocato delicate immagini fotografiche, come oggetti dimenticati dai precedenti occupanti degli spazi, piccole tracce del passato. Accanto, si trovano arredi d'ufficio abbandonati: casseforti aperte, telefoni, prese, scrivanie. In questo contesto, all'interno di uno degli uffici, emerge la scultura di SC_NC, creata appositamente per PORTOFRANCO: una composizione di chiavi recuperate in luoghi dismessi del territorio, considerate come "depositarie di anime e memorie". Nel percorso compare anche la prima serie di opere di Raoul Schultz, artista anticipatore del suo tempo, qui rappresentato con lavori appartenenti alle serie delle "Toponomastiche", dei "Numeri anagrafici" e dei "Calendari", collocati in vari punti del Palazzo.
A terra, un grande portadocumenti originario dello spazio si trasforma in scultura e dispositivo espositivo per un'opera inedita di Rachele Calisti: una figura di manager disteso, ironica e cinica, che si integra perfettamente con l'ambiente. È inoltre presentato Tenuto immerso, video di Daniele Costa, visibile anche dall'esterno attraverso l'apertura dell'ex bancomat. Il film restituisce forza e vita agli ambienti abbandonati del palazzo e rappresenta la matrice poetica dell'intera mostra.
La visita prosegue lungo la scala centrale, elemento architettonico che unisce i due edifici, rendendoli un unico corpo: Palazzo Soranzo Novello. Questa scala, documentata nella sua forma anche dai disegni di Filippo Antonioli, è il cuore del movimento del pubblico attraverso le diverse atmosfere della mostra.
Salendo la scala, il visitatore incontra un grande dipinto di Adam Gordon, artista americano che indaga l'umanità e gli oggetti attraverso video, fotografia, performance e pittura. L'opera raffigura un corpo ibrido e allungato, sospeso tra tempi e identità, e l'artista è presente in mostra anche con un secondo dipinto più intimo.