Sacha Kanah (Milano, 1981) vive e lavora a Milano. Il suo lavoro esplora le relazioni spaziali e materiali con il linguaggio, interrogandosi su questioni legate alla permanenza, all’immaterialità e al desiderio. Le forme si manifestano in risposta alle premesse di un dato medium e alle condizioni del contesto, offrendo un dialogo aperto. Interazioni e co-evoluzioni sono legate alla vita corporea e ai fenomeni materiali, inclusi il mondo inorganico, le tecnologie e gli organismi e i processi non umani. Le sue mostre recenti includono Grex, curated by Progetto Ludovico, ICA Milano, Milan (2025); Sleep Starts, Clima, Milan (2024); Tante care cose, Clima, Milan (2023); Buchi nella trama, curated by Edoardo De Cobelli, Spazio Volta, Bergamo; We are the flood, curated by Stefano Cagol, MUSE, Trento; The New Abnormal, curated by Saverio Verini and Matteo Fato, Straperetana V, Pereto (2022); Nulla è perduto, curated by Lorenzo Giusti and Anna Daneri , GAMeC, Bergamo (2021).


